Fontana di Via Maier

L'impianto della fontana a colonna e vasca rettangolare compare nella carta topografica del borgo di Pergine e ville limitrofe redatta da Simon Pietro Bartolomei intorno al 1750 allo scopo di evidenziare i danni arrecati dall'esondazione del Fersina e delle rogge da esso derivanti. La fontana appare collocata in fondo alla Contrada italiana, ma spostata verso destra; si presume che negli anni successivi verso la fine del secolo XVIII, la stessa fontana venne spostata definitivamente piu’ al centro della via Maier, come appare appunto dalle foto storiche dell’epoca.

La maggior parte delle fontane furono rimosse a seguito dell'introduzione delle spine domestiche. Nelle foto d'epoca la fontana di via Maier risulta esistente almeno fino agli anni Trenta; dalla documentazione conservata in archivio si deduce che la fontana con la caratteristica decorazione con cesto di frutta sommitale fu costruita nel 1868 ad opera di Domenico Valentini da Pergine e Paolo Oss da Ischia, "imprenditori di fabbriche in Trento", su progetto dello stesso Valentini, per il prezzo di 300 fiorini di valuta austriaca.

La necessità di sostituire la vecchia fontana fu sottoposta dalla rappresentanza comunale al podestà di Pergine fin dal 1865, dal momento che la fontana esistente, a vasca quadrangolare, danneggiata nella colonna, nelle condotte e nel vaso, risultava pressochè inservibile, nonostante qualche intervento di manutenzione. La nuova costruzione fu realizzata a somiglianza della fontana posta in Port'Aquila a Trento e assolveva a diverse funzioni: approvvigionare d'acqua potabile le case di via Maier, Spiaz dele Oche e la caserma Margoni, fornire acqua a scopo irriguo per gli orti domestici e fungere da abbeveratorio per il bestiame.

Adesso la fontana viene ricollocata nella posizione originale e restaurata a copia della sagoma storica dello stesso manufatto. Il progetto di restauro e riproduzione dell’opera è stato redatto con l’ausilio della documentazione fotografica storica, riproducendo le misure della base e vasca della fontana con una proporzione millimetrica partendo dalle foto dell’epoca e dalle reali misure della colonna verticale originale. La colonna centrale era stata rimossa dal sedime originale e depositata in altri luoghi.

Prima del restauro definitivo e attuale (2010) la colonna trovava dimora nel parco giardino dell’area comunale dei Canopi a Pergine Valsugana. Da li è stata rimossa e restaurata per collocarla nuovamente in Contrada Taliana, innestandosi sulla nuova struttura riproposta, a compendio del nuovo arredo urbano realizzato. Il progetto del nuovo arredo urbano propone una piccola area pavimentata in porfido che fa intravedere e richiama il passaggio della roggia storica della via Maier.

Un particolare architettonico della colonna centrale è rappresentato “dal cappello “ della fontana, che nella storicità era rappresentato da un cesto di frutta in pietra, appare su piu’ foto in forma diversa ma non troppo definito per una riproduzione attendibile. Ecco perché nell’opera di restauro viene proposto “un cappello” in pietra rappresentato da un catino che porta una sfera sempre in pietra; sfera che rappresenta una dimensione architettonica pura ed essenziale. La forma sferica ha fatto sognare filosofi, poeti, capitalisti. Per gli antichi, la sfera simboleggiava il divino. Simbolo di forma pura. Forse, la spiegazione sta nei tempi antichi, quando credenza diffusa era che il cosmo fosse sferico, entità eterna come questo solido, allo stesso modo senza inizio né fine, con spazi illimitati.

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