Storia della Cooperazione
Sembra che già nel 3.000 a.C. esistessero a Babilonia delle società mutualistiche per le affittanze collettive della terra e che nel 44 a.C. ad Ostia operassero delle forme associative tra muratori ed operai del porto.
La cooperazione, come forma di solidarietà fra gli uomini, è nata per una tendenza naturale dell’uomo ad associarsi, allo scopo di affrontare e superare le difficoltà e gli ostacoli che egli incontra, innanzitutto, nel soddisfacimento di alcuni bisogni primari derivanti dalla necessità di nutrirsi, di vestirsi, ... e nel raggiungimento di condizioni di vita più elevate che gli permettano un migliore sviluppo della sua personalità, nell’ambiente della famiglia, del lavoro ed in quello più vasto della società.
L’idea della cooperazione, quindi, è vecchia quant’è vecchio il mondo.
La Cooperazione, come la intendiamo oggi, è il frutto maturo dell’economia capitalista.
Lo sviluppo delle forme associative venne intensificandosi nel settecento con l’avvento del capitalismo, quel sistema economico-politico in cui il capitale assume una funzione preponderante, rispetto al fattore lavoro.
Non a caso nasce in Paesi come Francia, Gran Bretagna, nella seconda metà dell’Ottocento, come risposta alle condizioni di estremo disagio in cui il poderoso processo di sviluppo e di innovazione tecnologica aveva posto le classi meno abbienti, massicciamente impiegate come manodopera a basso costo.
La Cooperazione, prima di arrivare alla realizzazione di validi esperimenti (metà del 1800), passò attraverso una fase ideologica che trovò espressioni significative in alcuni importanti pensatori inglesi e francesi (utopisti).
Tra i realizzatori del movimento cooperativo, secondo il concetto moderno, ricordiamo:
- I Probi Pionieri di Rochdal un gruppo di operai tessitori di una cittadina industriale inglese - Rochdale - che nel 1844 fondarono una cooperativa di consumo che dettò i principi basilari del movimento a tutto il mondo
- Schulze - Delitzsch (1808-1883) nel 1850 costituì la prima di quelle cooperative di credito chiamate più tardi Banche popolari (che operavano soprattutto nelle città e tra i ceti medi)
- F. G. Raiffeisen (1818-1888) nel 1854 costituì ad Heddesdorf - dove era sindaco - una società di beneficenza, trasformatasi nel 1864 in “Cassa sociale di credito”. Le cooperative di credito costituite da Raiffeisen e fondate sulla responsabilità illimitata dei loro aderenti operavano soprattutto fra i contadini ed a tale modello si ispirarono poi le Casse Rurali del Trentino tutt’oggi fondate sul sulla responsabilità solidale, sulla territorialità limitata, sul servizio alle economie locali
- Luigi Luzzati (1841-1927) il padre della cooperazione di credito italiana - fondatore a Lodi nel 1864 della prima Popolare italiana
- Leone Wollenborg nel 1883 fondò a Lorenteggia, in provincia di Padova, la prima Cassa Rurale
- Don Lorenzo Guetti (1847-1898) nel 1892 fondò a Quadra, nel Bleggio, la prima Cassa Rurale del Trentino ispirandosi al modello cooperativo Raiffeisen










